Duca d'Amalfi "Vent'Anni"

Bianchi

Un anniversario tanto importante, i primi vent’anni di vita di una creatura che raggiungendo finalmente oggi la maggior età si è gia comunque dimostrata insostituibile pilastro della Piccolomini, andava festeggiato con tutti gli onori e lo sfarzo del caso. A giudicare dalla elegantissima vestizione della bottiglia, completamente rinnovata nella foggia e nell’etichetta, nonché ovviamente dal suo profumatissimo contenuto, sembra proprio che ne sia valsa la pena.
Il primo Duca d’Amalfi, quello in carne ed ossa, che nel 1492 impalmò Maria d’Aragona, figlia diletta di Re Ferrante di Napoli e diede cosi vita alla casata dei Piccolomini d’Aragona, si sta sicuramente rallegrando di questo omaggio enoico e tenterà in tutti i modi, per vie a noi purtroppo sconosciute, di assaggiarne una coppa per compiacersi della qualità raggiunta.
Pur mantenendo le proprie origini questo nobile bianco ha ormai trovato una sua identità grazie sia alle modernissime tecniche enologiche utilizzate, che possono essere ricondotte ai dettami australiani della vinificazione in assenza di ossigeno, che al taglio con vitigni non autoctoni, come lo Chardonnay ed il Pinot Bianco, che lo promuovono verso un gusto internazionale. L’importante presenza di Malvasia locale, che dà in particolar modo al naso quelle stupende note aromatiche quasi dolci, completa ed impreziosisce il quadro.
Un bianco armonico, molto elegante, moderno che non ha alcuna inibizione nei confronti di vini che unicamente per la denominazione più altisonante si potrebbero ritenere di rango superiore. E’ infatti proprio per poter operare in estrema libertà, senza vincoli o lacciuoli di sorta (vedi tecniche di vinificazione, uvaggio) che il Duca d’Amalfi ha scelto la strada della semplicità, rimanendo vino da tavola come tanti suoi colleghi rossi toscani di fama mondiale.
Ottimo come aperitivo si adatta poi all’intero pasto prediligendo portate a base di pesce (trancio di tonno o spada ai ferri), carni bianche (involtini o scaloppine), verdure (sformati), latticini (primo sale). Servire fresco, tra 8 e 10° C.