"Salaparuta" Nero d'Avola

Rossi

La Sicilia è, dopo il Veneto, E. Romagna e Puglia la regione maggiormente vitata d’Italia, con una produzione stimata per la vendemmia 2015 in oltre 5 Mio di ettolitri di vino (per dare un’idea oltre 650 milioni di bottiglie da 0,75 litri se completamente imbottigliati!!).
Da un paio d’anni a questa parte, per valorizzare i migliori vini della Trinacria, il legislatore ha voluto premiare e tutelare alcune DOC locali, imponendo l’imbottigliamento in zona di produzione in modo da differenziare questa élite dagli IGP Terre Siciliane, categoria in cui si può trovare di tutto, dal grande vino a quello più andante.
E’ così che la Denominazione di Origine Controllata “Salaparuta”, la cui produzione è ammessa unicamente sulle alte colline (con altezze comprese tra i 350 e 600 m s.l.m., altezze non usuali e di tutto rispetto per i vigneti dell’isola, importanti per i profumi che regalano ai vini locali) del piccolo territorio comunale omonimo, ha finalmente avuto modo di alzare la testa e poter dichiarare ufficialmente, anche dal punto di vista legislativo e non solo organolettico, la propria superiorità qualitativa. D’altronde già il nome porta alla memoria un passato (ed in parte presente) illustre nel mondo del vino. Il celebre Duca di Salaparuta, marchio principe dei vini siculi, ha origine proprio in questo splendido piccolo borgo pur non avendo nulla a che vedere col ns. prodotto.
Conosciuto anche con lo pseudonimo di Calabrese, il Nero d’Avola è oggi con certezza il vitigno autoctono bandiera del Sud Italia ed in particolare della nostra splendida isola Ad accrescere la fama dei vini della Trinacria ha certamente contribuito infine la moderna tendenza di consumo del vino che va alla ricerca di prodotti strutturati, corposi, complessi ma rotondi, profumati e facili da bere, proprio come questo Nero d’Avola che racchiude in sé tutte le caratteristiche sopra riportate.
Un rosso autoctono nato in una piccolissima area DOC altamente vocata, di grande struttura adatto per accompagnare l’intero desinare a partire da primi ai sughi di manzo, lepre o salsiccia per passare a portate di carni miste, ancor meglio se di maiale ed infine formaggi relativamente saporiti come la provola o un pecorino fresco.
Versare in capienti calici ad una temperatura compresa tra 15° e 16° C.