Trento Brut Metodo Classico

Bollicine

Agli inizi del Novecento un giovanissimo enologo, diplomatosi alla Imperial Regia Scuola Agraria di S. Michele all’Adige, dopo un lungo periodo di studio nella Champagne, torna alla sua casa natia di Trento intenzionato a dimostrare ai cugini d’oltralpe che anche in Italia ed in particolar modo ai piedi delle Dolomiti si posso fare “bollicine” di gran classe. Quel ragazzo si chiamava Giulio Ferrari, poi divenuto il padre della spumantistica italiana, a cui ancora oggi la maison omonima diretta dai discendenti ha dedicato l’etichetta del loro spumante più esclusivo e premiato.
Negli anni ottanta nasce, grazie ad un gruppo di spumantisti locali l’Istituto del Trento Metodo Classico ed una decina di anni dopo viene riconosciuta la DOC Trento, prima denominazione dopo quella dello Champagne, interamente ed esclusivamente dedicata ad uno spumante metodo classico.
Questo prodotto, proveniente dai vigneti posti tra 350 e 650 m slm di una maison prestigiosa, vincitrice tra l’altro quest’anno dei 3 bicchieri sul Gambero Rosso, dopo una rifermentazione in bottiglia di oltre 24 mesi (contro i 15 minimi previsti dal disciplinare), può finalmente allietare i momenti più felici con gli amici e festeggiare eventi festosi e mondani, persino, avendo la fortuna di dover battezzare un nuovo naviglio, per il tradizionale varo.
Ottimo come aperitivo può essere unico protagonista dell’intero desinare sempre, che siano previste portate di identico rango a base sia di pesce e crostacei che di carni bianche nonché antipasti vari. Da evitare, se possibile, la gaffe di servirlo con i dolci, meglio semmai a fine pasto su pesche tagliate e adagiate in una coppa di cristallo.