Birra artigianale "KERRIA"

Specialità

Il variegato mondo della birra sta cercando di imitare le strategie vincenti messe in atto da decenni dal settore enologico. E’ così che sono nati molti birrifici artigianali di ridotte dimensioni, ciascuno con proprie idee innovative, capaci di proporre prodotti intriganti ed unici, tali da sollecitare la curiosità ed ammirazione di un pubblico evoluto, che si avvicina a questo prodotto alla stregua di un incallito enofilo. Specializzati da decenni nel selezionare e proporre alla nostra clientela vini prestigiosi e spesso poco conosciuti ai più, abbiamo deciso di aggiungere al nostro ricco listino anche una birra che potesse affiancare i migliori tra i nostri vini, senza tema di sfigurare. E’ nata pertanto Kerria, una birra artigianale, non pastorizzata, a fermentazione in bottiglia (come i migliori Metodi Classici o Champagne per intenderci), nello stile delle blasonate Belgian Strong Ale, ad alta fermentazione che nasce dalla fusione degli stili tripel e blanche e che combina dolce e amaro in un armonioso alternarsi di sapori.Tra gli ingredienti naturali che normalmente concorrono alla produzione di una birra classica, quali malto d’orzo, frumento, avena, luppolo e lievito ne troviamo alcuni più ricercati come la scorza di arancia amara ed il coriandolo, aggiunti sapientemente per caratterizzarne la particolare speziatura. La scelta della gradazione svolta, quasi 10% vol!!! , e della splendida bottiglia borgognotta da 0,75 l, sono una chiara indicazione del nostro intento, ovvero di proporre una birra che potesse essere interpretata e proposta alla stregua di un grande vino, compresi gli abbinamenti che vanno dai risotti orientali speziati o al radicchio a seconde portate a base di carni suine come gli arrosti di maiale od ovine come il capretto al forno. Ottima con i salumi, sprecata, visto il lignaggio, con la pizza. Servire non troppo fredda, intorno o poco sotto i 10° C in modo da permetterle di esprime l’amplissimo ventaglio di sensazioni organolettiche che regala. Non trattandosi di un prodotto industriale pastorizzato bensì vivo, va conservata con cura al fresco, evitando di esporla ad alte temperature, che andrebbero a “pastorizzarla” in un secondo tempo, attenuandone inutilmente la carica espressiva.