Incrocio Manzoni Bianco 6.0.13 IGT Veneto2020

A cavallo degli anni30 dello scorso secolo, e più precisamente tra il 1924 ed il 1935, il Prof. Luigi Manzoni, prima insegnante e poi preside emerito della celebre scuola enologica di Conegliano sino al 1958 e poi anche sindaco della città, trovò il tempo per dedicarsi al miglioramento genetico della vite. Come un novello Dr. Frankenstein, sull’onda del vento che soffiava in Europa non solo in campo agronomico, incominciò ad incrociare tra loro con successo alterno differenti varietà di viti, delle quali perlopiù una autoctona del trevigiano ed una internazionale, con l’obbiettivo di creare delle nuove varietà migliorative rispetto alle esistenti sotto il profilo agronomico (resa, resistenza alle crittogame, etc.) che enologico/qualitativo (profumi, acidità, etc).Uno dei più riusciti e per tal motivo il più conosciuto è questo incrocio tra Riesling Renano e Pinot Bianco, iscritto al catalogo nazionale come 6.0.13, che fece subito scalpore per le ottime qualità agronomiche, enologiche ed organolettiche tanto che da allora, seppur in scala ridotta, è stato piantato con successo nella parte più orientale del Veneto ed in particolare in provincia di Treviso. Profumato vino aperitivo ben s’abbina ad antipasti leggeri a base di formaggi molli e salumi e, per seguire, risotti di pescato o verdure come asparagi nonché, ovviamente, seconde portate a base di pesce. Servire a 10° C.