Maremma Toscana D.O.C. 2019 “Aione” Vino Biologico

Quella che un tempo fu terra agra e dura, zona di bonifica, è oggi la nuova frontiera dell’enologia italiana, con le sue denominazioni come il Morellino di Scansano, il Monteregio di Massa Marittima, Montecucco, Capalbio e Bolgheri per citarne solo alcune, in cui i più grandi produttori toscani (Antinori, Frescobaldi, Fonterutoli) e non (Gaja) hanno creduto e fortemente investito. La nuovissima DOC Maremma Toscana è nata con l’intento di riunirle idealmente tutte in un’unica denominazione che le potesse rappresentare degnamente nel mondo in modo chiaro ed unitario.

Questo taglio bordolese con l’integrazione dovuta dell’autoctono Sangiovese denuncia chiaramente sin dal primo esame organolettico le sue origini territoriali, connotate da sole a picco e pochissime precipitazioni che danno origine ad un prodotto molto pieno e strutturato, dai profumi fruttati evidenti di prugna e mora con accenni di liquerizia, d’impatto immediato e facile a bersi nonostante la personalità prorompente. Certamente il passaggio per sei mesi in tonneau e barriques francesi di secondo e terzo passaggio ha contribuito ad arrotondare e smussare l’irruenza animale innata di questo autentico figlio di Maremma, terra calpestata da pochi uomini (spesso cacciatori) e moltissimi cinghiali!

Inoltre, grazie alle condizioni agro pedologiche incontaminate in cui è cresciuto è stato possibile coltivarlo secondo i dettami dell’agricoltura biologica.

Dal punto di vista del turismo questa è certamente una delle zone del nostro bel paese da cui si può tornare con le maggiori soddisfazioni. Oltre che godere delle splendide spiagge deserte a ridosso di pinete rigogliose, di boschi infiniti, di parchi naturali incontaminati alternati a castelli, torri di guardia a picco sul mare, splendidi paesini medioevali anche l’appassionato enogastronomo potrà trovare mille spunti per appagare i propri sensi. Portate semplici ma raffinatissime come la squisita acquacotta, le pappardelle alla lepre, le gustose zuppe nonché gli svariati manicaretti a base di carne, sia essa della selvaggina (cinghiale, fagiano, lepre) che bovina, proveniente dalle mandrie allevate alla maniera texana (cosa sono del resto i butteri se non i parenti d’oltre oceano dei cowboy!) e cioè allo stato brado grazie alle immense distese ancora vergini.

Piatti questi con la stessa origine del Sangiovese Maremma, a cui egli, per elezione e grinta, si accompagnerà volentieri, avvicinando amichevolmente alla natura ed ai suoi segreti chi lo vorrà mettere alla prova. Da servire ad una temperatura intorno ai 16° C..