Prosecco Treviso DOC Spumante Extra Dry 2019

Bollicine

Il fenomeno enoico mondiale, di cui tutti parlano e studiano negli ultimi anni, è senz’ombra di dubbio il Prosecco: un successo di tal fatta, sia nel mercato interno come nell’export (soprattutto in Inghilterra, USA e Giappone) sarebbe stato battezzato come fantascientifico quando dieci anni favi fu la “rivoluzione” del disciplinare di produzione, con la sparizione dell’IGT ed il cambio di nome della varietà da Prosecco a Glera. Da allora di anno in anno la produzione viene venduta completamente nonostante il prezzo continui ad aumentare in modo esponenziale.Un successo mondiale che i cugini transalpini della Champagne o quelli iberici del Cava non riescono a spiegarsi o, forse meglio, a digerire; infatti è la versione spumante a trascinare ovunque quella che ormai è diventata una potente macchina da guerra tanto da far indicare da qualcuno, forse non troppo avventatamente, il miliardo di bottiglie come obiettivo dei prossimi 10 anni, trovandoci già oggi in prossimità dei 500 Mio di pezzi venduti all’anno, ovvero quasi 1,4 Mio di bottiglie stappate ogni giorno in tutto il mondo!Questa rara versione millesimata, ovvero proveniente al 100% dalla vendemmia 2019, ha un residuo zuccherino compresotra 12 e 17 g/l appartenendo alla categoria degli extra dry e si presenta con un ricco perlage di durata infinita, una cremosità e complessità al palato notevoli ed una ricchezza di profumi cangianti al naso.Arendere ulteriormente ricercata la bottiglia è la sottozona “Treviso”riportata in etichetta, che sta ad indicare l’origine delle uve unicamente da vigneti posti in quella provincia, storicamente quella classica e d’elezione per questo vino che oramai, per poter garantire i numeri da brivido che abbiamo appena visto, ha ampliato la zona di produzione a molte altre province limitrofe, 4 in Friuli Venezia Giulia (Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine) e 4in Veneto (Belluno, Padova,Venezia, Vicenza).Perfetto come aperitivo o anche come ingredienti base di cocktails leggeri e poco impegnativi, a tavola può essere servito per accompagnare antipasti di pesce crudo, sushi, mazzancolle, o salumi (grande col prosciutto crudo di San Daniele), portate a base di crostacei come l’aragosta e, perché no, un buon patè di foie gras. Servito in flute, ad una temperatura inferiore a 8° C, può infine chiudere in bellezza la serata senza appesantire troppo.